Pratiche per l’autonomia e l’inclusione in pluriclasse nel nuovo Quaderno della serie “Strumenti”

È online Abitare la pluralità. Pratiche per l’autonomia e l’inclusione in pluriclasse, il nuovo volume della collana “I Quaderni delle Piccole Scuole – Strumenti”, dedicato a uno dei contesti più ricchi e sfidanti della scuola contemporanea.

Il Quaderno nasce dal progetto di cooperazione internazionale PLURITEC – Metodi e tecnologie digitali per la gestione delle pluriclassi, promosso nell’ambito del programma Movetia, e rappresenta uno dei principali risultati del lavoro sviluppato dalla Rete Transnazionale delle Piccole Scuole Italia–Svizzera italiana.
Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il Dipartimento formazione e apprendimento/Alta scuola pedagogica della SUPSI, la Rete delle Piccole Scuole di INDIRE, l’Università Kore di Enna e l’Ispettorato Bellinzonese e Tre Valli del Canton Ticino, mettendo in dialogo docenti, dirigenti scolastici e ricercatori accomunati dalla volontà di comprendere e valorizzare le potenzialità educative della pluriclasse.
Al centro del volume vi è il concetto di pluralità. Nella pluriclasse convivono, infatti, alunni con età, livelli di competenza, interessi, ritmi e percorsi scolastici differenti. Questa eterogeneità non viene interpretata come un’eccezione da correggere o come un problema da semplificare, ma come la condizione ordinaria dell’apprendere insieme. Abitare la pluralità significa riconoscere la singolarità di ciascuno e, nello stesso tempo, costruire un’esperienza educativa comune.
Il Quaderno si articola in tre sezioni, che accompagnano il lettore dalla cornice teorica alle pratiche, fino alla loro lettura visiva e progettuale.

La pluralità come risorsa

La prima sezione colloca la pluriclasse nel panorama internazionale e mostra la varietà delle configurazioni multigrado: classi composte, multiage, stage e altre forme di raggruppamento nelle quali convivono studenti appartenenti a livelli e percorsi differenti. A partire da questa cornice, il volume individua due grandi sfide pedagogiche:
Per affrontare queste sfide, il Quaderno propone cinque leve progettuali: curricolo, gruppi, tempi, spazi e tecnologie. Le leve non costituiscono un modello rigido, ma una lente per comprendere come gli insegnanti trasformino l’eterogeneità in opportunità di apprendimento.
Le pratiche documentate
La seconda sezione raccoglie le esperienze delle docenti coinvolte nel progetto. Non si tratta di una semplice raccolta di attività, ma di pratiche rese leggibili, discutibili e trasferibili attraverso un format comune. Ogni esperienza viene presentata a partire dalla voce delle insegnanti e ricostruita attraverso alcuni passaggi essenziali:
  • il bisogno educativo da cui nasce;
  • il modo in cui viene realizzata;
  • l’organizzazione degli alunni e dei compiti;
  • gli strumenti e i materiali utilizzati;
  • i possibili sviluppi;
  • una rilettura della pratica attraverso le tecnologie digitali.
Le pratiche sono organizzate secondo le due grandi categorie dell’inclusione e dell’autonomia. Nella prima rientrano, tra le altre, esperienze di differenziazione, tutoring, lavoro tra pari, curricoli condivisi e attività interdisciplinari. Nella seconda trovano spazio dispositivi per la gestione autonoma dei tempi, dei materiali, della lettura, delle routine e dell’autovalutazione.
Il lettore incontra così esperienze molto concrete: il dettato in movimento differenziato, la buca delle domande, la lettura continuata, il tutoring di primo livello, le rotazioni ortografiche, il menù della giornata, la biblioteca di classe, i bollini per l’uso autonomo dei materiali, le griglie orarie e molte altre esperienze da portare nelle proprie realtà. .
Ogni pratica è inoltre accompagnata da un sistema di tagging pedagogico che segnala le leve maggiormente mobilitate. In questo modo non si osserva soltanto che cosa viene fatto, ma anche la logica progettuale che sostiene l’esperienza.
Una gallery per leggere la pluriclasse attraverso le leve di progettazione
La terza sezione propone una galleria fotografica organizzata secondo le cinque leveprogettuali: spazi, tempi, gruppi, curricolo e tecnologie.
Le immagini non hanno una funzione decorativa. Sono utilizzate come veri e propri documenti pedagogici: rendono visibili scelte, dispositivi, configurazioni e relazioni che spesso sfuggono a una descrizione soltanto testuale.
La gallery mostra, ad esempio, come:
  • gli spazi possano sostenere autonomia, movimento e pluralità delle attività;
  • i tempi possano essere differenziati senza frammentare la comunità;
  • i gruppi possano superare l’appartenenza rigida alla classe o all’età;
  • il curricolo possa tenere insieme percorsi diversi attorno a temi comuni;
  • le tecnologie, digitali e non digitali, possano ampliare le possibilità di accesso, mediazione e partecipazione.
Le card e il gioco progettuale
Le cinque leve costituiscono anche l’architettura delle card progettuali collegate al Quaderno. Ogni carta rappresenta una possibile leva di intervento sulla pluriclasse: una strategia didattica, una modalità organizzativa, una configurazione dei gruppi, una diversa gestione di tempi e spazi oppure una risorsa tecnologica.
Le card confluiranno nel gioco How Might We… Multigrade?, un dispositivo di progettazione collaborativa che accompagna docenti e gruppi di lavoro nell’osservazione di una situazione di pluriclasse, nella definizione di una sfida educativa e nella costruzione di possibili risposte progettuali (stay tuned…)
Abitare la pluralità è dunque insieme una cornice interpretativa, un repertorio di pratiche, una gallery pedagogica e uno strumento di progettazione che verrà tradotto anche in francese e tedesco.
È il risultato di un percorso nel quale la ricerca non osserva la scuola da lontano, ma si costruisce con chi la abita ogni giorno. Ed è soprattutto un invito a guardare la pluriclasse non come una soluzione residuale, ma come un laboratorio capace di offrire indicazioni preziose a tutte le scuole chiamate oggi a educare nella differenza.

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