28 Mag “Architetture dell’apprendere”. Un nuovo Quaderno INDIRE per ripensare gli spazi educativi nelle pluriclassi
È online il nuovo Quaderno – serie Studi dal titolo “Spazi dell’apprendimento in pluriclasse. Percorsi evolutivi e innovazioni possibili” che approfondisce il rapporto tra ambienti educativi, progettazione curricolare e pratiche didattiche nei contesti scolastici caratterizzati da eterogeneità e multietà.
Il volume, a cura di Giuseppina Rita Jose Mangione, Rudi Bartolini, Maeca Garzia, Pamela Giorgi e Irene Zoppi, restituisce gli esiti di una ricerca condotta nelle pluriclassi del territorio veneto e propone una riflessione ampia sul ruolo pedagogico degli spazi nella costruzione di contesti inclusivi, collaborativi e territorialmente aperti.
La ricerca, sviluppata nell’ambito delle attività del Movimento delle Piccole Scuole, ha coinvolto 29 plessi appartenenti a 13 istituti scolastici del Veneto, attraverso un’indagine qualitativa basata su interviste strutturate, analisi documentale dei PTOF e studio delle pratiche educative e organizzative attivate nelle pluriclassi.
Il Quaderno affronta una questione oggi centrale per la scuola contemporanea: come progettare ambienti di apprendimento capaci di sostenere la complessità dei gruppi, promuovere inclusione e valorizzare le differenze come risorsa educativa?
Nelle pluriclassi, dove convivono età, livelli di apprendimento e bisogni differenti, lo spazio assume infatti una funzione decisiva nella costruzione del curricolo e nell’organizzazione delle pratiche didattiche. L’ambiente non viene interpretato come semplice contenitore fisico delle attività scolastiche, ma come dispositivo pedagogico che orienta relazioni, posture cognitive, modalità di partecipazione e processi di apprendimento.
La pubblicazione mette in evidenza come la qualità dell’esperienza educativa nelle pluriclassi dipenda dalla capacità di progettare in maniera integrata spazi interni, spazi soglia e spazi esterni, superando modelli organizzativi rigidi e trasmissivi per favorire configurazioni più flessibili, cooperative e situate.
Gli spazi interni vengono letti come ambienti dinamici e riconfigurabili, nei quali la disposizione degli arredi, l’accessibilità dei materiali, la flessibilità dei setting e la possibilità di attivare attività simultanee permettono di sostenere anche tramite zoonizzazione (orientata alle attività o alle discipline) pratiche di differenziazione didattica e personalizzazione dei percorsi. Nel Quaderno emerge con forza come la pluriclasse renda necessaria una progettazione spaziale capace di favorire: il lavoro tra pari, il tutoring tra studenti di età diverse;, il cooperative learning, l’autonomia progressiva, la coesistenza di attività differenziate e la costruzione di apprendimenti collaborativi.
L’eterogeneità viene così reinterpretata non come elemento problematico da compensare, ma come condizione generativa attraverso cui attivare reciprocità, responsabilità condivisa e apprendimento sociale.
La ricerca mostra come i cosiddetti spazi soglia – corridoi, biblioteche, mense, saloni, laboratori e ambienti di passaggio –assumano un ruolo fondamentale nella costruzione di relazioni, pratiche collaborative e senso di appartenenza. Non più spazi residuali o neutri, ma ambienti nei quali si sviluppano forme informali di apprendimento, esperienze di socializzazione e pratiche diffuse di cittadinanza scolastica. Gli spazi comuni diventano così infrastrutture relazionali che sostengono una pedagogia della convivenza e della partecipazione, particolarmente significativa nei contesti delle piccole scuole.
Un ulteriore asse centrale del Quaderno riguarda gli spazi esterni, interpretati come estensione del curricolo e come ambienti privilegiati per lo sviluppo di una didattica esperienziale, laboratoriale e territoriale. Orti, cortili, giardini, sentieri e contesti naturali vengono riconosciuti come luoghi nei quali apprendere attraverso l’osservazione, l’esplorazione, la ricerca e il fare condiviso. Nel quaderno emerge con particolare evidenza il legame tra scuola e territorio, dimensione che nelle piccole scuole e nelle pluriclassi rappresenta una componente strutturale dell’esperienza educativa. Gli ambienti esterni favoriscono infatti forme di apprendimento autentico e contestualizzato, rafforzando il rapporto tra conoscenza, comunità e vita quotidiana.
Uno degli elementi di maggiore valore della pubblicazione è inoltre il dialogo tra ricerca contemporanea e patrimonio storico educativo. L’analisi delle pratiche attuali viene, infatti, intrecciata con una ricostruzione storico-diacronica realizzata attraverso fotografie, documenti e diari di maestre conservati nell’Archivio storico INDIRE. Questo patrimonio documentale restituisce la memoria delle scuole rurali e montane italiane, mostrando come il rapporto tra spazio, territorio e apprendimento abbia storicamente rappresentato una componente fondamentale dell’esperienza scolastica nelle piccole comunità. Le immagini storiche e le testimonianze raccolte consentono di leggere la pluriclasse non come residuo del passato, ma come forma scolastica complessa e capace di generare soluzioni organizzative e pedagogiche ancora oggi estremamente attuali.
L’esperienza del Veneto, documentata nel Quaderno, mostra infatti come molte scuole stiano sviluppando pratiche innovative di utilizzo degli ambienti, costruendo ecosistemi educativi nei quali aula, spazi condivisi e territorio dialogano in modo continuo per sostenere inclusione, partecipazione e apprendimento collaborativo. La connessione tra ambienti interni, spazi comuni e spazi esterni viene così proposta come elemento strutturale della progettazione curricolare nelle pluriclassi. Non si tratta soltanto di organizzare luoghi funzionali, ma di costruire architetture pedagogiche capaci di:
- sostenere processi inclusivi;
- promuovere differenziazione e personalizzazione;
- valorizzare l’eterogeneità dei gruppi;
- favorire collaborazione e apprendimento reciproco;
- rafforzare il rapporto tra scuola e comunità;
- sviluppare autonomie, responsabilità e competenze sociali.
Con questo nuovo Quaderno, INDIRE e il Movimento delle Piccole Scuole contribuiscono al dibattito nazionale sul ripensamento degli ambienti di apprendimento, offrendo a dirigenti scolastici, docenti e comunità educanti uno strumento di ricerca e riflessione per progettare scuole sempre più capaci di integrare spazio, curricolo e relazioni educative.
Un ringraziamento particolare va ai dirigenti scolastici, alle docenti e ai docenti delle scuole del Veneto che hanno partecipato alla ricerca, condividendo pratiche, esperienze e riflessioni pedagogiche che hanno reso possibile la costruzione del Quaderno. Il loro contributo ha permesso di valorizzare il patrimonio professionale delle pluriclassi e di documentare esperienze educative innovative capaci di coniugare inclusione, collaborazione e radicamento territoriale.

