Storie di emergenza e pedagogia fiorente nel Quaderno n. 4 Storie di Piccole Scuole

Il Quaderno n. 4 – Storie de I Quaderni delle Piccole Scuole nasce da una domanda di ricerca esplicita: “Che cosa accade nelle scuole piccole quando l’emergenza mette in crisi pratiche, assetti e certezze? E che tipo di conoscenza è possibile produrre a partire da ciò che accade davvero, mentre l’azione educativa è in corso?”

Il Quaderno è interamente dedicato alle storie come forma di conoscenza e come strumento di ricerca per comprendere ciò che accade nei contesti educativi piccoli, isolati e complessi, nei quali l’emergenza costituisce una condizione strutturale dell’agire educativo. Si tratta di un omaggio alle storie emerse durante il percorso “C’è Speranza se questo accade…nelle piccole scuole”.

Le storie raccolte in questo quaderno non hanno una funzione narrativa in senso descrittivo, né testimoniale. Sono storie professionali, costruite intenzionalmente per rendere visibili pratiche educative situate, processi in trasformazione, scelte pedagogiche maturate dentro condizioni di crisi e incertezza. In questo senso, il Quaderno assume la narrazione come metodo e non come esito: un modo per produrre conoscenza a partire dall’esperienza educativa mentre questa si confronta con l’imprevisto.

Il volume raccoglie storie di pratiche educative situate, emerse in contesti segnati da emergenze diverse ma convergenti su una stessa postura educativa. Sono storie che mostrano come si costruiscono apprendimenti e competenze mentre l’azione è in corso, senza soluzioni predefinite, spesso in assenza di condizioni favorevoli. Raccontano pratiche che tengono insieme cura, apprendimento, responsabilità e relazione con il territorio.

Le emergenze attraversano tutte le storie del Quaderno:

  • l’emergenza educativa e sociale della scuola in carcere, dove l’istruzione degli adulti diventa spazio di consapevolezza, coraggio e ricostruzione di senso;
  • l’emergenza pandemica e bellica nelle scuole insulari, che si intreccia con l’isolamento strutturale e chiama in causa accoglienza, rete, creatività e responsabilità collettiva;
  • l’emergenza relazionale e organizzativa delle piccole scuole di territorio, dove il fare insieme diventa risposta pedagogica alla frammentazione e alla solitudine professionale.

In questo Quaderno, l’emergenza non è trattata come evento eccezionale da gestire, ma come orizzonte entro cui l’azione educativa è chiamata a ripensarsi. Le storie mostrano come, dentro condizioni di incertezza e vincolo, si sviluppino pratiche capaci di riconfigurare il fare scuola, tenendo insieme apprendimento, cura, relazione con il territorio e costruzione di comunità educanti.
Nel Quaderno, le storie sono lette come warm data: dati vitali, densi, non riducibili a indicatori standardizzati. Attraverso il racconto emergono competenze difficilmente intercettabili dai modelli valutativi tradizionali – competenze di resilienza, cooperazione, immaginazione, responsabilità, cittadinanza – che prendono forma nei contesti reali, nel tempo, attraverso tentativi, aggiustamenti e relazioni.

È in questa prospettiva che il volume contribuisce allo sviluppo di una pedagogia fiorente, intesa come orientamento di ricerca che osserva ciò che cresce nei margini, ciò che prende forma mentre si affrontano problemi reali, conflitti e vincoli. Una pedagogia che non sospende il senso educativo nelle situazioni critiche, ma lo rielabora nell’azione, riconoscendo valore conoscitivo alle pratiche che emergono dai contesti.

Il Quaderno è dedicato a Wilma Greco, docente e narratrice di storie educative, che ha fatto parte del percorso “C’è speranza se questo accade… nelle piccole scuole”. La sua esperienza nella scuola in carcere rappresenta una testimonianza pienamente coerente con l’impianto del Quaderno e con il lavoro di ricerca condiviso. La sua storia incarna una pedagogia fiorente capace di operare in contesti fortemente vincolati, trasformando la crisi in spazio di possibilità educativa.

Ringraziando la curatrice Patrizia Garista (Università di Chieti) con questo Quaderno di Storie, il Movimento delle Piccole Scuole chiude l’anno di lavoro rivolgendo un augurio che nasce dalla ricerca: che le storie che prendono forma nei contesti di crisi continuino a generare comprensione profonda; non soluzioni rapide, ma pratiche situate; non modelli, ma tracce generative da cui far germogliare competenze durevoli, visioni condivise e futuri educativi possibili.

 

LEGGI IL QUADERNO>>