10 Dic Dal Whole School Approach al Curricolo SEL: la prospettiva INDIRE all’evento “ENRICH”
Il 9 dicembre si è svolto, presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, l’evento “Lo sviluppo delle competenze socio-emotive nella scuola. Risultati e riflessioni dal progetto ENRICH”, un momento di confronto nazionale dedicato al ruolo cruciale del benessere e delle competenze socio-emotive (SEL) nei futuri della scuola italiana.
La giornata – aperta dai saluti istituzionali del Rettore Prof. Antonio Garofalo, della Prof.ssa Francesca Perla e del Direttore Generale USR Campania Prof. Ettore Acerra – ha presentato i principali risultati delle ricerche condotte nell’ambito del progetto ENRICH, che esplora in chiave scientifica la misurazione e lo sviluppo delle competenze socio-emotive degli studenti italiani.
Nel pomeriggio si è svolta la tavola rotonda “Le competenze socio-emotive tra ricerca, scuola e politiche pubbliche”, moderata da Roberto Ricci (INVALSI), che ha visto la partecipazione di rappresentanti di ISTAT, INAPP, Fondazione per la Scuola, Università “Parthenope”, Save the Children e INDIRE.
Per INDIRE è intervenuta la ricercatrice Giuseppina Mangione, che in qualità di Responsabile della Struttura di Ricerca Modelli Organizzativi, Metodologie e Curricolo ha evidenziato come il benessere costituisca oggi una categoria pedagogica essenziale per leggere i fenomeni educativi e ripensare in chiave sistemica l’identità della scuola. Le evidenze europee sul crescente disagio psicologico di studenti e personale scolastico mostrano con chiarezza che la qualità delle relazioni, degli ambienti e dei tempi educativi non può essere considerata accessoria rispetto ai processi di apprendimento.
Da questa prospettiva, la ricercatrice ha richiamato il Whole School Approach, cornice che restituisce al benessere la sua natura strutturale. Il modello invita a considerare la scuola come un ecosistema, in cui leadership, organizzazione, partecipazione di studenti e famiglie, pratiche didattiche e clima sociale concorrono a generare una cultura condivisa e orientata alla cura.
Dentro questa architettura sistemica si colloca il tema del Curricolo SEL, che consente di tradurre il benessere in un’esperienza educativa quotidiana. La distanza fra enunciati e pratiche rende oggi necessari strumenti più solidi per progettare attività intenzionali e valutarne l’impatto. I riferimenti internazionali offrono una grammatica comune per guidare la progettazione: autoconsapevolezza, autoregolazione, empatia, competenze relazionali e decision-making responsabile costituiscono una bussola condivisa per strutturare routine, unità di apprendimento e ambienti coerenti.
È all’interno di questa visione curricolare che si inseriscono le esperienze dei Movimenti di Innovazione di INDIRE, che rappresentano un laboratorio privilegiato per osservare come il SEL possa incarnarsi in modelli innovativi.
Le Avanguardie Educative mostrano come la visione sistemica del benessere possa tradursi in progettazione concreta attraverso la sperimentazione del programma internazionale SEE Learning, sviluppato dalla Emory University. Il framework, fondato sui tre pilastri di consapevolezza, compassione e impegno etico, combina apprendimento socio-emotivo, alfabetizzazione corporea e pratiche di attenzione consapevole, offrendo alle scuole un curricolo strutturato che integra riconoscimento delle sensazioni, autoregolazione, empatia e resilienza. La natura modulare del programma ne facilita la traduzione in pratiche quotidiane, rafforzando clima di cura, sicurezza emotiva e capacità degli studenti di gestire emozioni e relazioni, in piena coerenza con il Whole School Approach.
Parallelamente, il movimento delle Piccole Scuole costituisce un osservatorio privilegiato di pratiche didattiche già mappate e riconducibili ai domini del framework CASEL. In questi contesti, caratterizzati da relazioni dense e forte prossimità con famiglie e comunità, gli insegnanti hanno sviluppato nel tempo un repertorio di attività spontanee ma estremamente efficaci per il SEL: circle time, giochi di ruolo, attività cooperative, routines relazionali integrate alla didattica e rituali condivisi. Queste pratiche, pur non formalizzate in un curricolo, promuovono autoconsapevolezza, gestione delle emozioni, empatia e competenze relazionali, mostrando come la quotidianità delle piccole scuole possa diventare un laboratorio naturale di educazione socio-emotiva, capace di generare innovazione a partire dalla concretezza dei contesti.
L’intervento ha messo in luce l’importanza di un approccio sistemico al benessere, capace di integrare visione, organizzazione e curricolo. Una scuola che assume il benessere come asse portante ripensa le proprie finalità e il modo in cui studenti e adulti vivono gli spazi educativi. È qui che il SEL diventa non solo un insieme di competenze da sviluppare, ma il linguaggio quotidiano attraverso cui la scuola costruisce equità, qualità della vita e crescita personale.

