Pino – Vita accidentale di un anarchico

Regia: Claudia Cipriani | Genere: Documentario-animazione | Anno: 2019 | Durata: 68'

Trailer

Una sera del 1969, poco prima di Natale, due bambine tornano a casa pensando di trovare il padre, invece trovano dei poliziotti che stanno perquisendo il loro appartamento, gettando tutto per terra, persino i regali di Natale che i genitori avevano nascosto. Quella sera le due bambine scoprono che Babbo Natale non esiste e che il loro padre, Pino, non tornerà a casa.

Giuseppe Pinelli, noto come Pino, fu infatti accusato di aver fatto esplodere la bomba della strage di Piazza Fontana, che causò molte vittime e cambiò per sempre la storia italiana. Ma lui era innocente, e per dimostrarlo, sua moglie Licia lottò duramente insieme a molti altri e Pino divenne simbolo della ribellione all’ingiustizia.

Quella di Giuseppe Pinelli è una storia conosciuta, raccontata in molte testimonianze, numerosi libri e opere teatrali di cui la più famosa è “Morte accidentale di un anarchico” di Dario Fo. Gli autori scelgono di raccontarla da un punto di vista inedito: sono i ricordi delle figlie che, un passo alla volta, ci fanno conoscere Giuseppe Pinelli.

Il racconto di Claudia e Silvia Pinelli comincia nel 1969, quando avevano 8 e 9 anni e si conclude nel 2009 quando la famiglia è stata ricevuta al Quirinale dal Presidente Giorgio Napolitano che, in quell’occasione, definì Pinelli “la diciottesima vittima della strage di Piazza Fontana”.

Il punto di vista delle bambine permette di entrare gradualmente in una storia complessa e intricata: man mano che le due crescono, aumenta anche il loro livello di consapevolezza, s’infittisce l’insieme di informazioni, si articola il discorso politico e il contesto storico. Contemporaneamente si sviluppa la storia personale di Giuseppe Pinelli, insieme all’evoluzione degli accadimenti storici di cui quella storia è riflesso: le contestazioni a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, la “strategia della tensione”, l’Europa divisa in due blocchi.

Per chi già conosce la storia di Pinelli, il racconto delle figlie permette di esplorare, insieme al contesto politico, anche quello emotivo, famigliare e dunque più intimo.

“Pino, vita accidentale di un anarchico” racconta non solo la morte di Pinelli, ma anche la sua vita, le sue idee, i suoi affetti. E racconta la storia di una donna, Licia, che ha lottato per tutta la vita per rendere giustizia a suo marito.

Regia: Claudia Cipriani

Sceneggiatura: C. Cipriani, Niccolò Volpa con la collaborazione di Claudia e Silvia Pinelli

Ricerca storica: Niccolò Volpa

Interpreti: Mara Grazioli, Roberta Lombardi, Tommaso Russi, Alida Volpa

Voci narranti: Olimpia Lanzo e Alessandra Pasi

Illustrazioni: Luca Magnante

Fotografie: Uliano Lucas

Riprese e Montaggio: Claudia Cipriani

Musiche originali: Massimo Latronico e Dario Yassa

Suono e Post produzione audio: Massimo Parretti

Registrazione voice over: Gianluca Mancini

Produzione Ghiro Film. Progetto sostenuto da Comune di Milano (“Milano è memoria”)

Anno di produzione: 2019

Durata: 68′

Tipologia: documentario

Genere: storico

Paese: Italia

Formato di ripresa: HD 16:9

Formato di proiezione: HD, colore, sonoro

Archivio: Archivio Giuseppe Pinelli – Centro Studi Libertari

Ufficio stampa: Arianna Monteverdi

Premi: Menzione Speciale Giuria Industry Festival Visioni dal Mondo. Premio EDI Visionary Award Festival Visioni dal Mondo

 

Scheda a cura di: Irene Zoppi

Claudia Cipriani si è laureata in filosofia all’Università di Pavia e diplomata alla Scuola Civica di Cinema di Milano. Ha lavorato come giornalista per diverse riviste e quotidiani prima di dedicarsi all’attività di regista e videomaker. Ha realizzato diversi videoclip musicali e spot sociali. I suoi documentari, tra cui Lasciando la Baia del Re (finalista ai David Donatello), La guerra delle onde e L’ora d’acqua, sono stati premiati da prestigiosi festival in Italia e all’estero e sono stati trasmessi da televisioni pubbliche europee.

 

Gli autori del progetto, Claudia Cipriani e Niccolò Volpati, lavorano insieme da molti anni e hanno realizzato altri sei lungometraggi e diversi cortometraggi. I loro documentari, tra cui La guerra delle onde, Lasciando la Baia del Re, L’ora d’acqua, sono stati trasmessi da reti televisive, hanno ricevuto riconoscimenti importanti (tra cui la nomination ai David di Donatello), sono stati selezionati da festival nazionali ed europei e hanno avuto una distribuzione cinematografica.

 

Filmografia e altri contenuti a cura di Claudia Cipriani reperibili sulla pagina personale della regista

https://vimeo.com/claudiacipriani

Note di regia

«Pino, vita accidentale di un anarchico è insieme un film d’animazione e un documentario con fotografie e filmati d’epoca; pensato principalmente per un pubblico giovane o che non conosce nei dettagli le vicende narrate. Era dunque per noi importante raccontare questa storia da una prospettiva che facilitasse la comprensione del contesto storico e al contempo creasse empatia e suscitasse emozione.

Era necessario trovare una soluzione narrativa originale. Da qui la scelta di non ricorrere a interviste ma di raccontare la storia attraverso tecniche di cartooning e grafica d’animazione. Fanno da contrappunto all’animazione alcuni inserti corredati da immagini di repertorio (foto e video). Queste sequenze, che chiariscono il contesto storico e politico, sono essenziali per comprendere come una storia apparentemente piccola, sia diventata parte della Storia del Paese.

Una storia piccola che divenne così importante da segnare una frattura fondamentale: a partire da lì, molte cose sono in Italia, non sono più state come prima» Claudia Cipriani e Niccolò Volpati.

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