L’ora d’acqua

Regia: Claudia Cipriani | Genere: Documentario | Anno: 2018 | Durata: 74'

Trailer

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Mauro lavora come sommozzatore in mezzo al mare, sotto le piattaforme di estrazione, a grandi profondità. Il suo lavoro è la manutenzione di gasdotti e altre reti. Per farlo deve vivere per diverse settimane chiuso in una minuscola camera iperbarica, che condivide con una o due persone. Ha pochissimo spazio per muoversi, respira elio e il suo rapporto con il mondo esterno avviene soltanto, raramente, attraverso Internet. Ha una fidanzata che può vedere solo nei momenti di pausa tra un lavoro e l’altro. Durante quelle settimane di lavoro, il momento più faticoso ma anche più interessante per lui è quando si trova nelle profondità del mare.

Milo è uno scolaro di prima elementare che ha una grande fantasia e un rapporto contrastato con vita limitata dell’aula scolastica. Gli piace nuotare sott’acqua e inventare storie che riguardano il mare.

Pur non essendo parenti, Mauro è come uno zio per Milo, lo “zio Lontra”.  I due condividono la stessa passione per il mare e il sommozzatore insegna al bambino a immergersi sott’acqua con le bombole. I momenti in acqua sono per Milo quelli in cui liberare la fantasia e Mauro nutre e amplifica i viaggi immaginari del bambino raccontandogli storie che riguardano il suo bizzarro, sconosciuto, lavoro e storie leggendarie sul mondo sottomarino. La stessa cosa faceva il padre di Mauro, anch’egli sommozzatore, quando narrava al figlio storie legate al mare. Prima fra tutte quella dei sommozzatori dell’Artiglio, che furono i primi a recuperare navi affondate. Lavorare al recupero dei relitti sommersi era infatti il sogno di Mauro da bambino.

A un certo punto mentre si trova a largo della Libia in una situazione rischiosa e stressante, diviene evidente, soprattutto attraverso i dialoghi con la sua ragazza, che Mauro comincia ad essere molto stanco del suo logorante e pericoloso lavoro e decide di prendersi un periodo di riposo. Torna a casa, sulle colline liguri che guardano al mare, e lì si rende conto di voler tornare a lavorare in mare, ma per fare qualcosa di diverso. E’ così che cerca di realizzare il sogno della sua infanzia, recuperare navi affondate, e aspetta con ansia una risposta che potrebbe cambiargli la vita. Un giorno quella risposta arriva: sarà uno dei pochi sommozzatori italiani ingaggiati per il recupero della Costa-Concordia, all’isola del Giglio. Milo lo va a trovare e anche lì Mauro trova del tempo per insegnargli a immergersi in profondità e raccontargli storie sui relitti. Sfortunatamente il sogno di Mauro non dura più di un anno, perché finito quell’ingaggio non riesce a trovarne un altro ed è costretto a tornare sulle piattaforme petrolifere.

Regia: Claudia Cipriani

Fotografia: Claudia Cipriani, Mauro Deiana

Riprese subacquee: Niccolò Volpati, Matteo della Rosa

Montaggio: Claudia Cipriani

Consulenza al montaggio: Marco Duretti

Suono: Massimo Parretti

Produzione Ghiro Film

Anno di produzione: 2018

Durata: 74′

Tipologia: documentario

Genere: sociale

Paese: Italia

Formato di ripresa: HD 16:9

Formato di proiezione: HD, colore, sonoro

Ufficio stampa: Arianna Monteverdi

Premi: Miglior Documentario al Festival Visioni dal Mondo, Miglior documentario al Working Title Film Festival, Premio speciale L’Aura di Ostana al Festival dei Popoli, Selezione Premio Corso Salani

 

Scheda a cura di: Irene Zoppi

Claudia Cipriani si è laureata in filosofia all’Università di Pavia e diplomata alla Scuola Civica di Cinema di Milano. Ha lavorato come giornalista per diverse riviste e quotidiani prima di dedicarsi all’attività di regista e videomaker. Ha realizzato diversi videoclip musicali e spot sociali. I suoi documentari, tra cui Lasciando la Baia del Re (finalista ai David Donatello), La guerra delle onde e L’ora d’acqua, sono stati premiati da prestigiosi festival in Italia e all’estero e sono stati trasmessi da televisioni pubbliche europee.

 

Claudia Cipriani e Niccolò Volpati, lavorano insieme da molti anni e hanno realizzato altri sei lungometraggi e diversi cortometraggi. I loro documentari, tra cui La guerra delle onde, Lasciando la Baia del Re, L’ora d’acqua, sono stati trasmessi da reti televisive, hanno ricevuto riconoscimenti importanti (tra cui la nomination ai David di Donatello), sono stati selezionati da festival nazionali ed europei e hanno avuto una distribuzione cinematografica.

 

Filmografia e altri contenuti a cura di Claudia Cipriani reperibili sulla pagina personale della regista

https://vimeo.com/claudiacipriani

Note di regia

«Quello che mi attirava di Mauro non era solo il suo lavoro estremo e semisconosciuto ma anche la sua passione per le profondità marine. Volevo raccontare entrambi gli aspetti e combinare una dimensione realistica con una surreale e fantastica. Quando lui ha cominciato a raccontare a Milo del suo lavoro e delle storie leggendarie del mare, ho capito che quella del loro rapporto era la direzione giusta. Il punto di vista del bambino diventava fondamentale per raccontare quella strana “vita sommersa”, col suo fascino ma anche con la sua fatica, i suoi pericoli e le sue contraddizioni» Claudia Cipriani.

 

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«Era da molti anni che desideravo filmare Mauro e il suo sconosciuto lavoro. Ero sorpresa dal fatto che non si sa quasi nulla della vita di persone, come il protagonista del documentario, che passano la maggior parte del loro tempo sott’acqua, in condizioni spesso estreme, per permettere a chi sta sopra di andare in auto, cucinare, navigare su Internet. Quello che mi ha attirato di Mauro però non è solo il suo inconsueto lavoro ma anche la sua passione per le profondità marine e per le leggende ad esse legate. Non riuscivo a capire come poter narrare e unire questi due aspetti, e solo quando lui ha cominciato a raccontare al piccolo Milo del suo lavoro e delle storie leggendarie del mare, ho capito che quella del loro rapporto era la direzione giusta. Il punto di vista del bambino diventava fondamentale.

La passione per il mare è ciò che accomuna i due personaggi. In acqua si sentono a loro agio, sono nel loro elemento. L’acqua è il loro rifugio, la fonte delle loro fantasie. I viaggi subacquei hanno spesso un effetto straniante su Mauro, intensificato dall’elio, e come per Milo, anche per lui, realtà e immaginazione possono finire per confondersi.

“L’ora d’acqua” mi ha permesso anche di guardare a questioni urgenti, attuali, legate alla situazione geopolitica internazionale da un’angolatura diversa e di tentare di mantenerle come parte dello scenario, e componente emotiva e politica, senza però farle diventare troppo ingombranti nell’economia del racconto.

Il film ha rappresentato per me un’occasione unica per raccontare, da una parte, la vita di personaggi alle prese con il tentativo di mutare al meglio una situazione di limitazione del proprio agire e dall’altra di intrecciare una dimensione realistica con una onirica, dando forma alle visioni che i protagonisti hanno: i sogni, i giochi fantasiosi dei bambini, le immersioni sottomarine somiglianti a surreali esplorazioni lunari. Le riprese sott’acqua intendono enfatizzare questo intreccio tra reale e immaginario, dal momento che alterneranno sequenze realistiche delle perlustrazioni subacquee a immagini un po’ irreali, quasi rarefatte, atte a ricreare le situazioni fantastiche o le storie leggendarie raccontate dai personaggi. Volevo che le immagini, pur nel loro effetto straniante, mantenessero un solido legame con il mondo sommerso, non apparissero come un elemento fittizio, qualcosa di altro da esso o eccessivamente sconnesso dal resto.

Oltre alle riprese subacquee pensate e girate espressamente per questo racconto, ho utilizzato anche quelle del dispositivo ROV in dotazione alle navi supporto su cui operano i sommozzatori e alcune suggestive immagini di repertorio relative al lavoro subacqueo degli storici sommozzatori dell’Artiglio, i primi a effettuare recuperi a grandi profondità» Claudia Cipriani.

 

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Note di produzione

«Quello che ci ha convinto a intraprendere questo viaggio produttivo è stata la forza dei personaggi e l’eccezionalità delle immagini. “L’ora d’acqua” racconta una storia unica, in cui per la prima volta è stato possibile l’accesso a una videocamera in una camera iperbarica in saturazione, dove finora non era mai entrato nessuno, a parte gli addetti ai lavori. Un altro aspetto unico è l’aver raccontato il recupero della Costa-Concordia (uno degli eventi mediatici più seguiti degli ultimi 20 anni) non dal punto di vista che è sempre stato offerto al pubblico, ossia dalla banchina della stampa, dalla superficie dell’acqua o da un elicottero, bensì dalla sua parte nascosta, sott’acqua, dal punto di vista dei sommozzatori che ci nuotavano attorno o dentro per legare i cavi all’enorme scafo. Altre immagini rare, molto suggestive (oltre a quelle d’archivio) a cui abbiamo avuto accesso sono quelle dei Rov subacquei, delle aziende per cui il protagonista lavora» Niccolò Volpati per Ghiro Film.

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