Le pluriclassi, tra ambiente di apprendimento e relazione educativa

L’intervista della nostra ricercatrice Jose Mangione ad Aida Marrone, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo "G. Spataro" di Gissi (Chieti), permette di rimettere l’accento sul valore delle pluriclassi e di comprendere come sia stato messo a sistema il metodo dell’ambiente di apprendimento allargato per aumentare la didattica e la relazione tra classi piccole ed eterogenee delle primarie e delle secondarie di secondo grado.

Cosa rappresentano le pluriclassi nel sistema scolastico italiano?

Le pluriclassi rappresentano per la scuola, per gli alunni, per le comunità di cui sono espressione vere e proprie risorse. Tale affermazione potrebbe sembrare un assioma, in realtà scaturisce da dati di ricerca desunti da studi internazionali, ma soprattutto da anni di esperienza di pluriclassi, di osservazione, di lavoro, di vita, di confronto con altre realtà scolastiche che condividono la medesima organizzazione degli alunni. Per promuovere la qualità dei processi formativi, dispiegando le migliori potenzialità che le pluriclassi portano con sé, è necessario curare l’ambiente di apprendimento e la relazione educativa.

Cosa è necessario per rendere l’ambiente di apprendimento funzionale rispetto alle caratteristiche delle pluriclassi?

Organizzare in modo funzionale e flessibile il curricolo, gli spazi, i tempi, gli arredi, il materiale didattico; dilatare lo spazio dell’aula fino a includere il territorio; coinvolgere la comunità, aiutandola a divenire una vera comunità educante; includere le tecnologie a supporto dei processi di apprendimento… Senza però dimenticare la relazione educativa, che nessuna dotazione tecnologica, anche la più moderna e potente, potrà mai sostituire. I processi formativi si fondano sulla relazione umana, sociale, pedagogica che la scuola è in grado di attivare al suo interno, tra gli alunni, con i docenti, con i genitori, con il resto della comunità educante. Si tratta di una relazione che va curata con particolare attenzione e in questo il ruolo degli insegnanti diventa di particolare importanza.

Non possiamo però nascondere il rischio dell’isolamento e dell’autoreferenzialità che tali realtà portano con sé. Quali strategie didattiche a supporto dell’aula estesa?

Per offrire maggiori possibilità di incontro, scambio e conoscenza ad alunni e a docenti, da alcuni anni anche l’Istituto Omnicomprensivo “G. Spataro” di Gissi, situato in un territorio di area interna dell’Abruzzo meridionale, in provincia di Chieti, ha deciso di sperimentare uno degli scenari proposti dall’Indire nell’ambito del progetto “Piccole Scuole”: l’Ambiente di Apprendimento Allargato. Questa metodologia didattica prevede che due o più pluriclassi (o piccole classi) lavorino a un’attività o a un progetto comune, sfruttando le opportunità offerte dalle tecnologie, mettendo in relazione alunni e docenti mediante, ad esempio, collegamenti Skype e creazione di classi e bacheche virtuali. Ancora, con le tecnologie è possibile raggiungere esperti esterni che difficilmente sarebbe possibile incontrare e che possono apportare validi contributi alla didattica e alle conoscenze degli alunni. Ma non dimentichiamo i docenti: anche per loro, la condivisione di percorsi con altri colleghi rappresenta un’importante possibilità di sentirsi meno soli e un’occasione di confronto e di crescita professionale. Le attività sono, inoltre, sostenute, dai percorsi formativi promossi dall’Indire, mediante webinar ma anche con alcuni incontri in presenza.

A distanza di qualche anno dall’adozione di questa metodologia cosa possiamo dire rispetto alla sua messa a sistema?

Dopo le iniziali esperienze di sperimentazione tra pluriclassi del nostro stesso Istituto, con qualche primo timido tentativo di entrare in contatto con altre realtà scolastiche, come la Scuola Primaria di Favignana, grazie alla nostra amica Linda Guarino, in questo anno scolastico l’ambiente di apprendimento si è notevolmente e ulteriormente ampliato: cinque pluriclassi di scuola primaria stanno lavorando con altrettante pluriclassi o piccole classi dell’Alto Friuli, alcune delle quali afferenti alla Rete Sbilf, coordinata da un’altra amica, nostra e delle piccole scuole, Elena Mattiussi. Le due pluriclassi di scuola secondaria di primo grado, invece, ampliano il loro ambiente di apprendimento lavorando con altre pluriclassi abruzzesi, delle province di Pescara e di Teramo. Le attività si stanno articolando attorno alla tematica del territorio, con lo sfondo integratore “Io vivo qui: i miei luoghi, i miei spazi, le mie radici”. La proposta di inserire lo scenario dell’ambiente di apprendimento allargato è stata accolta con qualche timore iniziale dai docenti, ma lavorarci con gli alunni ha fatto superare ogni paura, consentendo di vivere tale esperienza con un entusiasmo e una motivazione che hanno contagiato tutti, compresi i genitori degli alunni, gli amministratori, i colleghi delle altre scuole. Adesso, così, si aspetta l’avvio di ogni nuovo anno scolastico per iniziare a scrivere una nuova Learning Story!

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